Le Cose Buone | La piccola impronta de Le Cose Buone: la nostra ecopasticceria
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La piccola impronta de Le Cose Buone: la nostra ecopasticceria

“Dove passi, lasci il segno!” mi diceva sempre mamma quando ero piccola; in realtà me lo dice ancora oggi… E’ normale che poi uno cresca col pallino delle impronte!

L’impronta è un’impressione lasciata al passaggio di un oggetto o una persona su di una superficie.
La prima immagine che ci viene in mente è probabilmente quella dei passi lasciati sulla sabbia, oppure su un pavimento bagnato (ecco, tra le due, questa è sicuramente l’immagine più evocativa della mia infanzia). La superficie su cui lasciamo le tracce del nostro passaggio è, nella nostra mente, sempre solida. Pochi sanno che esistono, invece, altri tipi di impronte.

L’impronta del carbonio è definita come la sommatoria di tutte le emissioni di gas a effetto serra attribuibili alla produzione o al trasporto di un bene, ad un’organizzazione o ad un individuo.

Ognuno di noi lascia, quindi, un’impronta apparentemente invisibile durante la sua vita sul pianeta blu. Ma gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici che ne derivano sono, purtroppo, ben evidenti.
Calcolare l’impronta del carbonio è abbastanza complesso, ma ci si può provare: http://www.myclimate.org/

Noi lo abbiamo fatto considerando il solo rifornimento di una delle materia prima che arrivano nel nostro laboratorio: il latte.

Le Cose Buone utilizza latte e panna provenienti dall’azienda di Luciano, che si trova a Vitorchiano (circa 10 km da Viterbo). Il rifornimento avviene 3 volte la settimana. Se non avessimo trovato latte a km 0, avremmo utilizzato la stessa quantità di latte, ma industriale; probabilmente il latte della Lola (della marca che ben conoscete).
Il sito produttivo della Lola più vicino a Viterbo si trova ad Anzio (circa 150 km da Viterbo). Ora, trascuriamo i metodi di allevamento, gli spostamenti che il latte della Lola subisce prima di arrivare al grande centro di Anzio e proviamo a calcolare in due anni e mezzo (cioè dalla nostra apertura ad oggi), qual è stata la nostra impronta reale del carbonio e quale sarebbe stata se avessimo acquistato il latte proveniente da Anzio.

1) 2.5 anni = 130 settimane; togliamo 20 settimane di ferie e rimangono 110 settimane
2) Rifornimento 3 volte a settimana x 110 settimane = 330 rifornimenti
Quindi 330 volte che il furgoncino di Luciano fa avanti e indietro percorrendo, tra andata e ritorno, 20 km.
3) In due anni e mezzo, Luciano ha percorso (330 rifornimenti x 20 km) 6600 km per farci avere il suo latte.

Se avessimo preso il latte della Lola, i km percorsi sarebbero stati 99000.

La nostra impronta del carbonio (secondo i calcoli effettuati su http://www.myclimate.org/) è quindi di 2.666 tonnellate di CO2 (pari a 1.06 t CO2 all’anno), invece di 45.837 (abbiamo risparmiato 43.171 tonnellate di CO2 in due anni e mezzo per il solo latte!!!).

Le Cose Buone, oltre al latte e alla panna, acquista uova, nocciole, olio extravergine di oliva, salumi, formaggi, frutta e verdura nel territorio della Tuscia.

E se tutti acquistassimo il latte di Luciano, le uova di Claudia, le nocciole di Simone, l’olio di Stefania, i salumi di Cesare, il formaggio di Ferdinando, e la frutta di Kate?

Acquista anche tu prodotti provenienti dalle campagne che ti circondano.
E’ bello non lasciare segni del proprio passaggio!!

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