Le Cose Buone | Mont blanc, pollice opponibile e corteccia cerebrale
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Mont blanc, pollice opponibile e corteccia cerebrale

“Il pollice è un dito della mano, il più laterale, detto anche primo dito. Il pollice distingue i primati dagli altri animali, perché è opponibile”, cita wikipedia.
In realtà, le specie contraddistinte da questo carattere anatomico sono molte: ad esempio l’iguana, il panda, il koala…; tra queste c’è anche un dinosauro appartenente alla famiglia Iguanodon.

Tra i milioni di caratteri che differenziano la specie Homo sapiens da quelle appartenenti ad altri generi e famiglie aventi pollice opponibile ce n’è uno a cui sono particolarmente affezionata: il cervello.
Non lo dico così per dire. Ho passato una vita a studiare. La mousse al pistacchio è una mia passione relativamente recente. Parlando in termini di ere geologiche, è come se avessi studiato dal Precambriano al Cenozoico (da 4600 milioni di anni fa a 2 milioni di anni fa) e avessi cominciato ad usare la marisa (non è una persona ma uno strumento, detto anche leccapentole. Tra i due termini ho optato per marisa) nel Neozoico (da 2 milioni di anni fa ad oggi).
Più in particolare, sono affezionata a quella parte più esterna del telencefalo (parte più estesa dell’encefalo), che negli umani assume un ruolo più importante a livello funzionale: la corteccia cerebrale. La corteccia è sede delle “funzioni cerebrali superiori”, quali il pensiero e la coscienza.

E cosa c’entrano il pollice opponibile e la corteccia cerebrale con il mont blanc?
C’entrano eccome!

Ma qui parliamo di scienza e ogni ipotesi va, quindi, dimostrata.
Vi spiegherò dunque come realizzare il mont blanc secondo la nostra ricetta.

Giorno 1

Prendete delle castagne o dei marroni locali. Perché locali? Perché potrete andare direttamente a constatare come vengono lavorati, come vengono tenute le piante e quanto sono simpatici i castanicoltori (nel nostro caso molto. Ciao Angelo! (Un’altra cosa bella è poter chiamare per nome le persone. Perché non siamo mica numeri!)).
Dopo la passeggiata tra ricci e odore di fungo, tornate a casa. Incidete le castagne con un coltello e mettetele a bagno in acqua del rubinetto. Dopo qualche minuto, pescate 4-5 castagne e cuocetele in un microonde per un minuto. Mi raccomando, incidete bene le castagne, altrimenti rischiate che esplodano durante la cottura (ovviamente abbiamo provato anche quello, ma non ve lo consigliamo!).
Ora prendete la castagna ustionante e sbucciatela. Vi renderete conto subito di quanto sia importante il vostro pollice opponibile, per due motivi:
1) se non ci fosse, sarebbe impossibile sbucciare le castagne;
2) ora che il vostro dito è ustionato, avrete la percezione di quanto spesso venga utilizzato nella vita di tutti i giorni.

Inserite allora circa mezzo chilo di castagne pelate in una casseruola e ricopritele di latte. Aggiungete circa due cucchiai di zucchero, un pizzico di sale e mezza bacca di vaniglia. Fate bollire, rimestando di tanto in tanto, finché le castagne non risulteranno morbide. Frullate poi le castagne scolate, aggiungendo parte del liquido di cottura, mezzo bicchiere di panna liquida, due cucchiai di zucchero a velo e rum a piacere, fino ad ottenere una consistenza cremosa (assaggiate il composto man mano che inserite gli ingredienti per aggiustarlo a vostro gusto. Il sapore dipende molto dal contenuto di acqua iniziale dei frutti, quindi da quanto freschi sono). Lasciate in frigo una o due notti per far insaporire bene.

Giorno 2

Preparate la meringa. Sciogliete 200 g di zucchero in 100 g di albume e riscaldateli a bagno maria fino a 45 °C (mescolate spesso per far si che non si cuocia l’uovo). Raggiunta la temperatura desiderata, montate il composto fino ad ottenere una spuma soffice, lucida e omogenea (quando tirate su la frusta, il composto dovrà formare un becco d’aquila). Disegnate dei cerchi con la matita su un foglio di carta forno, rovesciatela e riempite i cerchi di meringa, aiutandovi con un sac à poche. Cuocete in forno a 80 °C per sei ore (lasciate riposare le meringhe in forno tutta la notte con lo sportello semi-aperto. La mattina seguente, chiudete le meringhe in una scatola di latta, affinchè non assorbano umidità).

A parte, montare mezzo litro di panna locale (perché locale? Lo sapete già) con un cucchiaio di zucchero e mezza bacca di vaniglia. Create delle cupole di panna montata con il sac à poche e mettetele in freezer fino a completo congelamento.

Giorno 3

Montaggio del mont blanc

Sciogliete nel microonde o a bagnomaria del cioccolato fondente. Prendete le vostre meringhe e spennellatene la superficie con il cioccolato in modo da impermeabilizzarle. Lasciate tirare il cioccolato e prelevate le vostre montagne di panna ghiacciata dal freezer (il vostro pollice opponibile ustionato vi ringrazierà per la frescura). Adagiatele sulla meringa dalla parte del cioccolato. Inserite la crema di castagne in uno schiacciapatate e sistemate i fili di crema ottenuti, sulle montagne di panna. Spolverate di zucchero a velo. Conservate in frigo per massimo un giorno.

E… Buona degustazione!

Ah, e la corteccia cerebrale?
A me piace pensare che solo chi ha una grande coscienza possa dare vita ad un dolce del genere.
Provatelo e anche voi arriverete alla stessa conclusione.

A presto!

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Recent Comments
  • Lidia scrive:

    … e poi mangiatelo insieme alla mamma golosa di panna… buonissssimo!!! e leggere le tue pagine è un piacere quasi maggiore del gustare il dolce!

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