Le Cose Buone | Viterbo: nostalgia del presente indicativo.
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Viterbo: nostalgia del presente indicativo.

Avete mai visitato il Museo Civico di Viterbo?

Se non lo avete ancora fatto, dovete assolutamente rimediare. Numerosi sarcofagi etruschi rinvenuti nei siti archeologici della provincia di Viterbo e disposti lungo i lati del chiostro più bello che io abbia mai visto in vita mia, vasellame e gioielli ben conservati, ed una emozionante Pietà di Sebastiano del Piombo, olio su tavola, sul retro della quale si trovano schizzi di Michelangelo, che impreziosiscono ulteriormente la meravigliosa opera (nel caso improbabile in cui questa non vi abbia appagati già da sola).

Eppure, ciò che più mi ha colpita durante la visita, è stata una foto.

All’ultimo piano del museo è infatti conservato, oltre alle bozze delle mini-macchine della nostra Santa preferita, un archivio fotografico della città. Quella che mi ha tolto il fiato è la foto che ritrae Piazza Dante agli inizi del secolo scorso. Questa piazza mi sta particolarmente a cuore poiché, due anni e mezzo fa, l’ho scelta come sede della mia attività.

Ho cercato, sul web, foto simili a quella esposta. Alcune sono molto belle, ma quella in archivio è stata scattata da un’angolazione particolare, che mostra la piazza originale nella sua ampiezza e luminosità, da far invidia alla parigina Place Dauphine, con la fontana un po’ defilata, senza l’attuale parcheggio né le scale, con numerosi alberi equidistanti tra loro ad ornare il marciapiede dell’attuale liceo Ruffini; ovviamente nessuna automobile e, soprattutto, senza rifiuti.

Ieri, lunedì 9 Novembre, entro decisa nella sede centrale della (oramai ex) Carivit con l’intento di chiedere informazioni riguardo ad un prestito. Vorrei, infatti, investire altri euro in questa città. Se pensate che io sia pazza, potete chiudere questa pagina e passare ad altro. Questo articolo non è per voi.

Esco dalla banca contenta, svolto su Piazza Dante ed eccola lì, tronfia di fronte agli occhi dei tanti passanti, indifferenti: la solita catasta di buste di spazzatura indifferenziata.

Come dicevo, ieri era lunedì, ed il lunedì si raccoglie l’organico, cioè rifiuto che deriva da materiale organico, ossia esseri viventi (vegetali ed animali), più o meno decomposti, raccolti in sacchi di materiale compostabile. Lo specifico poiché mi capita di vedere rifiuti organici non differenziati correttamente, oppure riposti in sacchi di plastica (è come fare il pieno di benzina in una macchina diesel: da ignoranti).
Questa volta, però, la location decisa dagli incivili di turno è una location importante: l’entrata di una delle chiese più antiche di Viterbo, San Giovanni in Zoccoli.

Mi fermo a scattare più foto. Qualcuno si gira verso il mio obiettivo, e allora si, sembra che, in effetti, qualcosa fuori posto ci sia. Scatto da diversi punti; mi allontano e mi avvicino al soggetto. Finché, ad un tratto, la rivedo di fronte ai miei occhi. Quella stessa maledetta angolazione. La stessa che aveva trovato il fotografo un secolo prima, ed il cui scatto è finito in un archivio fotografico di un museo appena fuori Porta della Verità.

Mi hanno insegnato a portare avanti le battaglie con un’arma vincente: la bellezza. Perché nessuno di noi, di fronte al bello, rimane indifferente. Allora, questa volta, non voglio allegare foto di rifiuti.

Osservate, invece, quello che eravamo, quello che potremmo essere, quanto era bella la nostra città.

Perché non possiamo più usare il presente indicativo?

MUSEO CIVICO DI VITERBO

http://www.visitlazio.com/dettaglio/-/turismo/616898/museo-civico-di-viterbo

Ci sarebbe anche questo sito ma, purtroppo, non risulta attivo.

http://www.museocivicoviterbo.it/museocivico/

La foto è stata presa dal sito http://www.viterbotv.eu/.

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